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Architettura e turismo: 5 mete per appassionati di architettura

architettura e turismo

Architettura e turismo, un connubio perfetto per le vacanze estive.

Architettura e turismo, ecco le 5 destinazioni top per immergersi nel meglio dell’architettura contemporanea.

La prima destinazione è Rotterdam. Seppur non pittoresca come la “rivale” Amsterdam. I suoi numerosi musei, tra cui il Museum Boijmans Van Beuningen e la Kunsthal Rotterdam (OMA), godono di fama internazionale.

Rotterdam è un vero e proprio laboratorio di architettura a cielo aperto. Il cuore della città fu completamente distrutto dalla Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale. Dagli anni ’80, una politica urbanistica e architettonica ha dato il via alla ricostruzione.

L’incredibile skyline degli edifici costruiti sul Wilhelminapier è valso alla città il titolo di “Manhattan sulla Mosa”. La sagoma che più di tutte domina lo skyline è quella del De Rotterdam (OMA). Tre torri interconnesse ad uso misto, concepite da Rem Koolhaas. L’opera è stata ultimata nel 2013.

Il De Rotterdam è affiancato a nord-est dalla KPN Tower di Renzo Piano, a sud-ovest dalle torri residenziali New Orleans di Alvaro Siza, Montevideo di Mecanoo, e dal World Port Center  di Foster & Partners.

Per accedere all’area si incrocia il Teatro Luxor, considerato da molti il più bel teatro dei Paesi Bassi. Adiacente ecco l’icona per eccellenza di Rotterdam: l’Erasmusbrug, noto come il Cigno per il suo pilastro bianco asimmetrico.

Le aggiunte più recenti al panorama architettonico di Rotterdam sono la Stazione Centrale e il Markthal, uno stupefacente mix di funzioni. L’imponente struttura ad arco ospita al suo interno appartamenti privati, e al piano terra un mercato coperto. A poca distanza dal Markthal sorgono anche le caratteristiche case cubiche, un’altra icona della città olandese.

Come seconda meta ecco Copenhagen. La capitale ospita le sedi di alcuni tra gli uffici più importanti della scena scandinava ed internazionale.

Le opere della New Danish Wave hanno molti punti in comune e sono contraddistinte da una grande attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale. Un esempio sono le Mountain Dwellings (BIG), che diventano occasione per trasformare un lotto adibito per due terzi a parcheggio in un giardino pensile di abitazioni. Incredibili anche le VM Houses e la 8 House, in cui un nastro continuo di verde pubblico crea una promenade ciclabile che connette le abitazioni dal piano terra al decimo.

Ma Ørestad non è solo housing. Numerosi sono gli edifici pubblici dalla qualità architettonica elevatissima, come l’Ørestad Gymnasium, il Bella Sky Hotel e la Danish Radio Concert Hall.

Il centro ospita opere di spicco della precedente generazione di architetti danesi, come la Libreria, la Copenhagen Opera House e il Danish Design Centre.

Per quanto riguarda gli spazi pubblici, il Superkilen è un parco cittadino multiculturale, ricco di simboli tangibili provenienti dalle 57 etnie residenti nel quartiere di Nørrebro.

Infine il The Blue Planet, l’aggiunta più recente tra le opere di architettura contemporanea, è l’acquario più grande del Nord Europa. L’edificio possiede un involucro rivestito di alluminio scintillante che ricorda sia le scaglie di un pesce che il movimento delle onde marine.

La terza meta per chi vuole unire architettura e turismo è Berlino. Anche la capitale tedesca è frutto della ricostruzione post bellica e post caduta del Muro nel 1991.

A Berlino è possibile trovare gemme di architettura contemporanea nei posti più disparati. Ma l’adozione dei canoni architettonici della Kritische Rekonstruktion, ha frenato l’impulso progressista soprattutto nel Mitte, in favore di architetture di stampo tradizionalista.

Un esempio la DZ Bank su Pariser Platz di Frank Gehry. L’architetto tedesco ha elaborato l’atrio centrale con un complicato sistema di copertura reticolare e un auditorium dalla forma altamente complessa.

In quest’ottica, è molto interessante l’edificio dell’Ambasciata Olandese (OMA), in cui le regole della Ricostruzione Critica vengono messe in discussione. L’edificio occupa per intero il perimetro del lotto, ma allo stesso tempo, attraverso un volume isolato e tagli irregolari in facciata, vengono riflesse le divergenze di idee sulla ricostruzione della città.

L’altra anima di Berlino è quella contrastata dai fautori della Ricostruzione Critica e perfettamente incarnata dalla Cupola del Reichstag, dalla sede della GSW e dagli edifici di Potsdamer Platz. Tutte strutture ultramoderne e trasparenti in vetro e acciaio.

La città, ideal connubio di architettura e turismo offre poi numerosi musei. Esempi d’eccellenza sono il Museo Ebraico e la Museuminsel.

Infine il Neues Museum, progetto vincitore del premio Mies Van der Rohe 2011 . L’edificio originario fu pesantemente danneggiato durante la Seconda Guerra. Il restauro della struttura, avvenuto nel 1998, ha dato luogo a una struttura che incorpora la fabbrica esistente con elementi contemporanei.

Abbiamo poi Basilea. La terza città della Svizzera si trova al confine con Francia e Germania.

A Basilea la fanno da padrone le opere di Herzog & De Meuron, dove ha sede lo studio di architettura. La nuova hall del centro congressi, il Museo delle Culture e il centro di riabilitazione sono solo alcune delle numerosissime opere del duo svizzero, che vanta ben 26 opere costruite nell’area di Basilea.

Il Museo della Fondazione Beyeler di Renzo Piano fonde arte, architettura e paesaggio in un’esperienza unica. Infine il centro direzionale Euregio-Geschäftshaus di Richard Meier e la Banca dei Regolamenti Internazionali, dell’architetto svizzero Mario Botta, sono degne di nota.

Infine troviamo Londra. La capitale britannica, per gli appassionati di architettura e turismo, è una meta in continua evoluzione.

Il primo esempio è l’ installazione di Christo. L’attesissimo primo lavoro di arte pubblica di queste dimensioni dell’artista bulgaro si chiama The Mastaba. L’opera prende il nome da antiche tombe monumentali egizie. Una grande struttura colorata composta di barili, che galleggerà sul Serpentine Lake ad Hyde Park fino al 23 settembre 2018.

Inoltre l’estate londinese è segnata dal Serpentine Pavilion, firmato quest’anno da Frida Escobedo, come ampliamento a cielo aperto delle Serpentine Galleries.

Abbiamo poi la riqualificazione dei gasometri vittoriani di King’s Cross. I gasometri di Londra furono costruiti nel 1850 per stoccare il gas utilizzato per l’illuminazione della città e per il consumo domestico. Quando furono smantellati vennero mantenuti i telai strutturali costituiti da travi circolari poggianti su pilastri in ghisa.

Oggi, grazie alla sinergia delle municipalità di Camden ed Islington e alla società ferroviaria proprietaria dell’aera, assistiamo ad una vasto intervento di rigenerazione urbana. Lo studio Gasholders di Wilkinson Eyre Architects ha trasformato i gasometri vittoriani in 145 appartamenti residenziali.

Infine, a The Coal House, nella zona ovest della città, è da vedere la nuova sede del brand Tom Dixon.

The Coal Office è uno spazio di ben 1.625 metri quadrati lungo il Regent’s Canal. Ospitano gli uffici per il personale e una galleria, e sette archi ferroviari, dove si trovano il flagship store e lo showroom di Tom Dixon.

https://www.elledecor.com/it/best-of/2018-serpentine-pavillion-london