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Oslo, la capitale green d’Europa per il 2019

oslo

Oslo, nominata capitale green d’Europa per il 2019, si rivela un centro cosmopolita ricco di sorprese.

Oslo, in armonia con la natura del profondo Nord che la circonda, presenta sorprese architettoniche, culturali e gourmet.

Sospesa tra il mare e le foreste, Oslo si rivela in volo, prima di atterrare all’aeroporto. La capitale norvegese inizia alle falde di Holmenkollbakken, la collina famosa per il suo trampolino per salti mozzafiato con gli sci.

Una delle città europee con la crescita più rapida di questo decennio, vibrante di energia, si presenta con quartieri in continuo divenire.

Simbolo della città è il Landmark, la Oslo Opera House, progettata dagli architetti norvegesi Snøhetta e inaugurata nel 2008. L’architettura di marmo bianco, alluminio e vetro affiora dalle acque del fiordo come un iceberg. Gli abitanti e i visitatori animano le rampe, il piazzale e il tetto, l’unico al mondo accessibile al pubblico, e nei mesi estivi, anche la spiaggia.

Incarna appieno la filosofia della capitale norvegese in piena espansione. L’architettura di Snøhetta ha dato il via a uno sviluppo urbanistico.

Il masterplan include il Lambda, la nuova sede del Munch Museum, disegnato da Herreros Arquitectos, e il Barcode Project, complesso residenziale nel quale è stato coinvolto anche lo studio MVRDV.

L’anima culturale di Oslo parte dall’Astrup Fearnley Museum. Inaugurato nel 2012 su progetto di Renzo Piano, ospita un bookshop e un caffè affacciato sul fiordo, punto vitale del quartiere di Tjuvholmen.

Lì accanto numerose gallerie d’arte come la Gerhardsen Gerner , il The Thief, il primo hotel di design con una Spa lussuosa, il ristorante Fru K e il rooftop bar con vista panoramica sul porto.

Altra chicca nordica è la Villa Stenersen del 1939, nell’esclusiva zona di Vinderen, apparteneva al collezionista d’arte Rolf E. Stenersen, esempio principe del funzionalismo norvegese.

Il progetto si deve all’architetto Arne Korsmo. Rimanda a Villa Savoye di Le Corbusier a Poissy, alla Casa Schröder di Gerrit Rietveld a Utrecht e a Villa Tugendhat di Mies van der Rohe a Brno.

L’illuminato committente conosceva l’architettura di Le Corbusier. Voleva una vera macchina da abitare, priva di ogni dettaglio superfluo. Progettata per utilizzare componenti industriali, con vetrate ampie e parzialmente curve, pavimenti a terrazzo, mobili in tubolare d’acciaio e volumi aperti per la sua imponente collezione con opere di Edvard Munch.

Da visitare è il Løkka, quartiere trendy di Grünerløkka, equivalente del Greenwich Village di New York. Sulla riva orientale dell’Akerselva, che una volta ospitava fabbriche, gli edifici ex industriali sono stati convertiti in loft e uffici. Ora il quartiere vanta una serie apparentemente infinita di bar, caffetterie e ristoranti. Invece lungo Thorvald Meyersgate si succedono ristoranti mediorientali e all’americana, cocktail bar e caffè, negozi vintage e boutique di design.

Infine la punta più meridionale della strada si apre su una piccola piazza con la Trattoria Popolare. Il locale è divenuto uno dei migliori ristoranti italiani della città, gestito da Nevzat Arikan.

Progettato da Anderssen & Voll, fa coesistere le preesistenze scandinave negli interni dell’ex edificio amministrativo di una birreria del 1880 con l’atmosfera tipica di una taverna italiana.

https://oslocapitalegreen2019