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Libermensa primo modello sociale di interior

Libermensa primo modello sociale di interior

Libermensa primo modello sociale di interior

Il primo progetto d’interior in Italia, socialmente utile e realizzato a basso costo.

Libermensa primo modello sociale di interior, è un progetto creato nello storico Carcere delle Vallette a Torino.

Siamo a Torino, all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno: Liberamensa, spazio dedicato ai lavoratori della struttura e aperto, le sere del weekend, a tutti. L’interior è firmato dallo studio Marcante—Testa che ha realizzato, a titolo gratuito, il progetto e la regia dei lavori.

“Il nostro primo obiettivo è stato considerare come la professione dell’architetto d’interni sia destinata solo a case, alberghi, uffici, negozi ma mai ai ‘luoghi deboli’ come carceri, scuole, ospedali. È invece chiaro quanto il contesto influenzi il benessere psico-emotivo delle persone”, ci spiegano gli architetti.

Libermensa primo modello sociale di interior non snatura l’identità del luogo ma aggiunge un nuovo codice estetico. Senza nulla togliere al preesistente, le inferriate si punteggiano di vetri colorati, la partitura delle finestre è ingentilita da nuove texture, pavimenti e pareti si arricchiscono di inserti e nuovi materiali. Il risultato è giocato su elementi minimi e colori tenui che sembrano sottrarre peso anche all’anima. “La funzionalità non deve togliere pathos al design”, affermano.

Il locale ha una metaforica doppia apertura, porta ‘chi sta fuori’ a conoscere la situazione di chi sta ‘dentro’. “Grazie alla cooperativa carceraria Ecosol sono stati coinvolti molti detenuti, per il lavoro in cantiere o oggi come camerieri. Anche lo chef è uno di loro”, continuano.

“Dalle ultime statistiche la recidiva in Italia si abbassa dal 70% al 5% per i detenuti impiegati in percorsi di formazione. Dato entusiasmante, come è stato vedere la risposta immediata della direzione del carcere e delle aziende alla nostra proposta. La Compagnia di San Paolo ha dato un importante contributo economico. C’è stata una sussidiarietà orizzontale, i cittadini si sono sostituiti allo Stato. Ciò ha dimostrato che, in mancanza di fondi, la bellezza del design si può portare ovunque”.

Ci sono voluti anni per avere un progetto del genere, ora il desiderio è che Liberamensa sia solo il primo, che faccia “breccia in quel muro che impedisce oggi all’interior design di misurarsi proprio con quei luoghi che ne avrebbero maggiormente bisogno”.

www.liberamensa.org