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Tutti al mare!

mare

Il mare, il pianeta blu che ispira progetti marini ed iniziative per la sua salvaguardia. Arte, moda, design e architettura si incontrano in progetti sull’onda di estetica e ecosostenibilità.

L’estate rende più viva l’attenzione al mare, ma non solo dal punto di vista estetico o di svago. L’urgenza della sua salvaguardia oggi si trasforma in una sensibilità diffusa.

Parliamo di opere d’arte sottomarine, accessori di moda e arredi realizzati con la plastica rifiuto degli oceani, start up che sperimentano sistemi hi-tech di bonifica delle acque.

Un generale ritorno al design organico si lega a un più preciso messaggio ecologico che fa del pianeta blu la destinazione primaria di molte ‘battaglie creative’.

C’è chi tocca il tema in maniera surreale, come Damien Hirst nella sua mastodontica personale a Venezia per la Collezione Pinault.

Intitolata ‘Treasures from the Wreck of the Unbelievable’, mette in mostra il fantomatico tesoro di un collezionista del I secolo conservato in un vascello affondato nell’Oceano Indiano. Composto da opere in materiali preziosissimi, spesso incrostate di madrepore e coralli artificiali.

Più militante è Doug Aitken con ‘Underwater Pavilions’, installazione di tre sculture geodetiche immerse nel mare e ‘visitabili’ da pesci, snorkelers e subacquei.

L’artista americano ha lavorato con Parley for the Oceans, associazione di New York che coinvolge star, scienziati e appassionati nel mondo per creare pratiche e progetti virtuosi contro l’inquinamento dei mari.

Tra questi c’è anche la collaborazione con Adidas, che ha lanciato le nuove sneakers UltraBoost. La tomaia, realizzata con circa 11 bottiglie di plastica recuperata e riciclata, è bianca come appello sullo scolorimento dei coralli.

Anche Stella McCartney, da tempo coinvolta nella causa, ha appena lanciato a scopo benefico una limited edition di zaini con medesimi filati plastici.

Il design non è da meno. La ricerca materica è una sfida per far fronte al rischio di esaurimento o danneggiamento delle risorse naturali.

Così Brodie Neill, alla Biennale di Design di Londra, ha portato Gyro, un tavolo con un pattern simil-terrazzo fatto di frammenti di rifiuti in plastica.

Mentre i Nobody&co. presentano la Missing Ocean, versione estiva della loro Missing Chair, rivestita in cotone con ricami di coralli. Il nome è un monito su ciò che stiamo rischiando di perdere.

Non resta che dedicarsi al mare, dunque. Magari scegliendo una villa da sogno come la nuova Casa dell’Infinito di Alberto Campo Baeza a Cadice. Si chiama così perché la terrazza di copertura in travertino coincide con l’orizzonte. Quella linea tra cielo e mare che è il vero ‘temenos’, il luogo d’incontro dove, secondo la mitologia, gli uomini e gli dei si uniscono.

http://www.palazzograssi.it